L’ebrezza del pericolo

Uno sport estremo praticato in nome dell’adrenalina. Per sentirsi vivi

Storia

Giù da un burrone, un ponte, un edificio qualunque: purché sia molto alto. E non per un gesto di disperazione, ma volontariamente e con una corda legata alla caviglia. È una delle passioni di tanti giovani e non, che nel corso degli anni più recenti sono stati letteralmente sedotti da questo sport estremo. Quest’attività sportiva conosciuta come bungee jumping viene praticata in luoghi lontani dal centro abitato utilizzando corde elastiche. Sul sito della Treccani si legge “Adrenalina è il termine più diffuso nei racconti di chi pratica abitualmente o abbia provato almeno una volta l’esperienza degli sport estremi, o sport d’avventura. Sfida si classifica al secondo posto.”
Il bungee jumping nasce da un antico rituale d’iniziazione di una tribù delle Nuove Ebridi, dove segnava il passaggio dall’età adolescenziale a quella adulta. Lo sport cominciò a diffondersi intorno agli anni ’50, quando David Attenbourough fece conoscere al mondo un filmato che mostrava alcuni giovani ragazzi dell’isola di Pentecoste intenti nell’esecuzione di una prova di coraggio: si lanciavano nel vuoto da una piattaforma di bambù, trattenuti solo da una liana legata al piede. Oggi è considerato in certi casi propedeutico al paracadutismo o al volo in deltaplano.

Il Bunjee in Italia e nel mondo

Tra i più entusiasmanti luoghi del mondo in cui praticare questo sport estremo, il lancio dal vulcano Villarica, in Cile: bisogna lanciarsi da un elicottero che sorvola il cratere del suddetto vulcano e come se non fosse abbastanza, si rimane appesi all’elicottero fino al suo ritorno alla base, viaggiando sospesi nel vuoto a una velocità di circa 130 km/h. Da brividi anche il salto dal Kuala Lumpur International Jump, in Malesia. E ancora il salto dal Royal George Suspension Bridge, negli USA; si tratta di un incredibile salto di 321 metri nel bel mezzo di un canion.
In Italia, tra i centri più famosi, il Valgadena Bungee Center e il centro di Bungee Jumping in Abruzzo, al Ponte di Salle. Ciò che accomuna nella passione per il salto nel vuoto è, oltre all’adrenalina, quel desiderio primordiale di essere a contatto con la natura, la voglia di staccare la spina dalla quotidianità concedendosi momenti di pura libertà e cedendo alla voglia di sentirsi spogliati di tutto: problemi, dolori, vita cittadina e soprattutto paura. Sembra contraddittorio, ma intraprendere un salto con la sensazione di “morire” schiantandosi a terra a velocità estreme, porterebbe alla cancellazione di molte paure di cui siamo quotisiamente afflitti: malattie, perdita di persone care, mancanza di coraggio, timidezza o fobie di vario genere. 

Cosa spinge a lanciarsi nel vuoto?

Alcune ricerche hanno cercato di spiegare anche i motivi neuropsicologici che possono guidare alcune persone più di altre a ricercare esperienze no limits”. Tali studi hanno associato la capacità, che alcune attività possiedono, di aumentare la secrezione di adrenalina, al bisogno di rischiare di alcune persone, alla loro propensione a cercare sensazioni estreme, alle tendenze stravaganti e poco ripetitive nelle azioni quotidiane. Questa risposta chimica del corpo è legata alla capacità di situazioni “al limite” di attivare un’esperienza denominata “combatti o fuggi”, in grado di far provare i brividi, vissuti piacevolmente in coloro che ricercano frequentemente questo tipo di esperienze. Esse, infatti, riescono a far sperimentare una sensazione di pericolo imminente che attiva i meccanismi di sopravvivenza in risposta ad uno stress, per far fronte all’evento attraverso i cambiamenti neurofisiologici ormai molto noti.

Ecco un breve video non adatto a chi soffre di vertigini

Alain Robert, l’uomo ragno

Alain Robert, nome d’arte di Robert Alain Philippe (Digoin, 7 agosto 1962), è un arrampicatore francese.

The Human Spider

Ha scalato 100 delle strutture più imponenti al mondo, inclusi i più alti edifici costruiti dall’uomo, per i quali ha usato solo le mani nude e le sue scarpe da climber. Per questo viene soprannominato giornalisticamente “Spider-man” o “The Human Spider”, in associazione con il personaggio supereroe della Marvel Comics.

Biografia

Robert inizia a scalare da ragazzo, affrontando le rocce intorno a casa sua. La sua carriera di arrampicatore inizia all’età di 12 anni quando perde le chiavi di casa e resta chiuso fuori dall’appartamento dei suoi genitori, all’ottavo piano. Invece di aspettare il ritorno dei suoi, scala la facciata dell’edificio fino a raggiungere l’appartamento dall’esterno.

Nel 1982 viene coinvolto in due incidenti, il primo in gennaio, all’età di 19 anni e il secondo a settembre compiuti i 20 anni. Cade da un’altezza di 15 metri in entrambe le occasioni, causandosi fratture multiple in tutto il corpo e al cranio. Tali incidenti lo hanno reso affetto da epilessia e disabile al 60%. Nonostante il parere contrario dei medici, dopo sei mesi dagli incidenti riprende a scalare. Per migliorare le sue abilità continua ad affrontare scalate sempre più complesse e dalle Alpi francesi passa alle costruzioni più alte del mondo

Strategia

Poiché le autorità normalmente non gli concedono il permesso per le proprie imprese, inizia le scalate solitamente all’alba. Le imprese attraggono poi folle di spettatori. Per queste ragioni è stato arrestato più volte e in diversi paesi alla fine delle scalate. Gli arresti si risolvono, quasi sempre, con brevi formalità e lui viene rilasciato.

La preparazione atletica e la tecnica maturata negli anni permettono a Robert di arrampicarsi sfruttando le piccole sporgenze delle pareti e delle finestre presenti negli edifici. Molte delle sue arrampicate non gli forniscono l’occasione di riposare e possono durare ore.

La sua altezza di 1,65 m, la sua agilità e la sua forza di volontà sono tutti attributi che aumentano la sua destrezza durante le scalate. A volte porta con sé durante l’arrampicata un sacchetto attorno alla vita contenente della magnesite in polvere, usata comunemente dagli scalatori per assorbire il sudore e aumentare la presa dei polpastrelli.

Carriera

La carriera di arrampicatore urbano è caratterizzata da una lista che conta edifici come la Torre Eiffel, il teatro dell’Opera di Sydney e la Tour Montparnasse a Parigi, così come i grattacieli più alti del mondo.

Negli anni novanta, tra le imprese che lo hanno fatto conoscere a livello mondiale vi furono la scalata dell’Empire State Building nel 1994 e quella delle Petronas Twin Towers a Kuala Lumpur in Malaysia. Nonostante le autorità malesi prevedessero il suo tentativo, Robert le sorprese iniziando la scalata durante la notte del 1º gennaio del 1997. Viene poi arrestato al sessantesimo livello, 28 piani sotto la parte superiore.

Scalando la Sears Tower di Chicago in Illinois nel 1999, incontra l’ostacolo più impervio della sua carriera. Vicino alla parte superiore dell’edificio di 110 piani, una nebbia spessa ricopre di umidità la facciata di metallo e di vetro degli ultimi 20 piani, rendendo la parete scivolosa. Robert supera questa difficoltà raggiungendo la parte superiore della torre.

Nel 2000 Robert scala i 23 metri dell’Obelisco di Luxor, in Place de la Concorde, Francia.

Nel febbraio del 2003 esegue un’arrampicata autorizzata lungo i 200 metri della National Bank of Abu Dhabi, negli Emirati Arabi Uniti, guardato da circa 100 000 spettatori.

Diventano sempre più frequenti gli ingaggi da parte di sponsor interessati a farsi pubblicità grazie alle imprese di Robert. Nel maggio 2003 viene pagato circa 18 000 dollari per scalare i 95 metri del Lloyd’s Building di Londra e promuovere così il film di Spiderman sui canali televisivi britannici.

Il 19 ottobre del 2004 si arrampica per i 187 metri dell’edificio della compagnia petrolifera francese Total indossando il costume di Spider-Man.

Nel giorno di Natale del 2004 scala il Taipei 101, dichiarata allora come la costruzione più alta del mondo, pochi giorni prima dell’inaugurazione. Questa volta autorizzato legalmente, arriva fino a 508 metri di ascensione, sotto una pioggia persistente, in quattro ore.

L’11 giugno del 2005 scala il Cheung Kong Centre in Hong Kong arrivando a 283 metri di altezza, al sessantaduesimo e ultimo livello della torre.

Il 1º settembre del 2006 scala l’edificio più alto della Lituania e degli stati baltici: l’Europa Tower di 148 metri a Vilnius. Indossando un vestito nero e utilizzando una corda di sicurezza, dopo varie vicissitudini che lo portano a distaccarsi più volte dalla torre, raggiunge comunque la piattaforma di osservazione al 114º piano, in 40 minuti. Nel 2006 si arrampica ancora lungo le pareti della Torre Vasco da Gama in Portogallo, prendendo parte a una pubblicità realizzata da un gestore di servizi di telefonia mobile per il Portogallo e poi conclude l’anno sulla Santa Fe World Plaza a Città del Messico il 7 dicembre.

Il 23 febbraio del 2007 scala gli uffici amministrativi dell’ADIA sul litorale di Abu Dhabi negli Emirati Arabi Uniti.

Il 20 marzo 2007, dieci anni dopo, affronta nuovamente le Petronas Twin Towers e permette di essere recuperato al sessantesimo piano dove sventola la bandiera Malese e riceve l’applauso della polizia, della squadra antincendio e dagli attendenti, poco prima di essere portato all’interno e ammanettato.

Il 31 maggio del 2007 scala gli 88 piani dell’edificio più alto di Shanghai, il Jin Mao Building, con indosso il costume di Spider-Man. Robert viene arrestato e imprigionato per cinque giorni prima di essere espulso dalla Cina. Nel novembre del 2007 viene invitato dall’ente locale di Zhangjiajie in una provincia a sud dello Hunan per scalare i 1518 metri della montagna di Tianmen al fine di aumentare la portata turistica della zona.

Il 4 settembre del 2007 scala in 30 minuti i 244 metri di uffici della Federation Tower a Mosca, il più alto grattacielo russo. Trattenuto successivamente dalla polizia per la violazione delle norme di sicurezza, viene costretto a pagare una multa nonostante l’ascesa in completa sicurezza fosse avvenuta per tutta la lunghezza del percorso tramite una scaletta.

Il 18 dicembre 2007 scala in 40 minuti l’edificio di uffici della Portland House di Londra, l’edificio più alto di Westminster, per venire arrestato subito dopo dalla polizia londinese.

Il 15 aprile del 2008 scala il Four Seasons Place di Hong Kong mentre la polizia e i pompieri erano in pausa. La scalata gli ha richiesto un’ora di tempo a causa degli ultimi cinque metri; questi, impossibili da scalare, lo hanno obbligato ad arrampicarsi obliquamente fino alla trave d’angolo. In questa scalata, Robert ha rischiato di cadere a causa di una donna che, vedendolo arrampicarsi, ha urlato dall’interno dell’edificio ed è svenuta. Come al solito è stato trattenuto dalla polizia alla fine della scalata che questa volta aveva come tema la consapevolezza del riscaldamento globale.

Il 5 giugno 2008 ha scalato Il Times Building di New York negli Stati Uniti sfoggiando una bandiera con uno slogan sempre al riguardo del riscaldamento globale, per poi venire arrestato dalle squadre speciali della NYPD. Lo slogan riportava la seguente frase: “Il riscaldamento globale uccide ogni settimana più gente dell’11 settembre”.

Il 2 giugno 2009 scala la RBS Tower ad Aurora Place a Sydney, fino alla cima alta 218 metri, per ricordare il problema del riscaldamento globale.

Il 1º settembre 2009 scala di nuovo una delle due torri delle Petronas Twin Towers. In cima ai 452 metri di altezza della torre viene arrestato. Robert aveva già tentato in precedenza due volte di scalare le Torri Petronas fino in cima, nel gennaio del 1997 e nel marzo 2007, senza però riuscirvi.

Nel 2011 scala a Dubai il Burj Khalifa, l’edificio più alto al mondo.

Nel 2019 ha scalato la GT Tower Building, un edificio di 47 piani nel distretto finanziario della città di Makati a est di Manila, nelle Filippine. L’arrampicata è durata poco meno di due ore.

Scalate

Alcune delle 85 scalate più importanti della carriera di Alain Robert:

  • Sydney, Australia – Sydney Tower e la Sydney Opera House
  • Rio de Janeiro, Brasile – Hotel Vermont
  • Montréal, Québec, Canada – Crown Plaza Hotel
  • Hong Kong
    • Four Seasons Place
    • The Far East Finance Centre
    • The Cheung Kong Centre
  • Londra
    • One Canada Square
    • Lloyd’s building
    • Portland House
  • Parigi, Francia
    • Torre Eiffel
    • Grande Arche at La Défense
    • Obélisque de Louxor in Place de la Concorde
    • Tour Montparnasse
    • Tour Cristal at Front de Seine
    • Mercurial Towers at Bagnolet
  • Francoforte, Germania – Dresdner Bank Tower
  • Milano, Italia – Banca di Milano
  • Tokyo, Giappone – Shinjuku Center Building
  • Varsavia, Polonia – Marriott Hotel
  • Johannesburg, Sudafrica – IBM Tower
  • Emirati Arabi Uniti – National Bank of Abu Dhabi and the Etisalat building
  • Abu Dhabi Investment Authority [ADIA], Headquarters Building, UAE
  • Stati Uniti d’America
    • New York Times Building– New York
    • Empire State Building – New York
    • Sears Tower – Chicago, Illinois
    • Golden Gate Bridge – San Francisco, California
    • Blue Cross Tower – Filadelfia, Pennsylvania
    • Luxor Hotel pyramid – Las Vegas, Nevada
  • Tampere, Finlandia – Hotel Ilves
  • Malaysia
    • Petronas Tower 1 – Kuala Lumpur (arrestato al 60esimo piano nel 1997)
    • Petronas Tower 2 – Kuala Lumpur (arrestato al 60esimo piano durante una visita in Malesia nel 2007)
    • Sabah Foundation Building – Kota Kinabalu, Sabah (per una raccolta fondi)
    • Melia Hotel – Kuala Lumpur
  • Singapore – Overseas Union Bank Centre (arrestato al 21esimo piano nel 2000)
  • Taiwan – Taipei 101
  • Venezuela – Parque Central Torre
  • Barcellona, Spagna – Torre Agbar
  • Portogallo
    • Torre Vasco da Gama
    • 25 de Abril Bridge
  • Città del Messico- Santa Fé World Plaza Corporate Tower
  • Bratislava, Slovacchia – Slovak Radio Building
  • Shanghai, Cina – Jin Mao Building
  • Mosca, Russia – West Federation Tower
  • San Paolo, Brasile – Edifício Itália

Incidenti

In un’intervista, risalente al 2005, Alain Robert racconta di essere caduto 7 volte nella sua vita. Tra tutte le cadute la seconda del 1982 sarebbe stata la più pericolosa.

Il 18 gennaio del 1982, a 19 anni, cade da 15 metri quando il suo ancoraggio e la sua corda lo hanno abbandonato durante l’addestramento. Per il contraccolpo si frattura i polsi, i talloni, il naso e subisce tre interventi.

Il 29 settembre del 1982, a 20 anni, cade da 15 metri e molla la corda durante un rappeling. In coma per 5 giorni con un edema cerebrale, si frattura entrambi gli avambracci, il gomito, il bacino ed il naso. Lo slogamento del gomito ed il conseguente danneggiamento di un nervo lo lasciarono parzialmente paralizzato. A causa di quella caduta Robert dice di soffrire tuttora di vertigini.

Nel 1993 cade da 8 metri mentre mostrava ai suoi allievi come affidarsi alla presa dei piedi durante la scalata; contando solo sui piedi e con le mani dietro la schiena, affronta un facile esercizio,

ma perde l’equilibrio e si frantuma entrambi i polsi. Entra nuovamente in coma e passa 2 mesi in ospedale.

Nel 2004 cade da 2 metri arrampicandosi su un semaforo, proponendo una foto per un’intervista. Atterra sul suo gomito e riceve 40 punti. Il mese successivo scala il grattacielo più alto del mondo, il Taipei 101, durante la settimana ufficiale di apertura.

Arresti

Il 22 novembre del 2005 viene arrestato mentre comincia ad arrampicarsi per il One Houston Center di Houston in Texas. Viene incriminato per possesso illegale di una sostanza trovatagli addosso: due pillole di Urbanyl, farmaco venduto sotto ricetta medica usato per impedire attacchi epilettici. Trascorsi due giorni in detenzione, il 29 novembre sporge denuncia con le prove della prescrizione medica chiedendo un rimborso per il farmaco sequestratogli. Il 20 dicembre scala la Cristal Tower di Parigi per protesta all’arresto. La sua comparizione in tribunale prevista per il 4 gennaio viene rimandata da Robert che affronta una scalata in Messico proprio in quel periodo.

Il 15 marzo scala le Mercurial Towers alte 122 metri e situate a Bagnolet esponendo una frase inerente ai sette giorni che lo separavano dal rinvio della causa in Texas. Il 31 marzo compare davanti alla corte di Houston, l’accusa di possesso illecito di farmaci senza ricetta medica decade, Robert paga $2000 a causa della scalata illegale e non sconta giorni di detenzione poiché la corte gli accredita il tempo passato in carcere dopo la scalata.

Il 31 maggio 2007, dopo l’ascensione del Jin Mao Building di Shanghai viene arrestato e imprigionato per 5 giorni prima di essere espulso dalla Cina.

Il 27 febbraio del 2008 scala l’Edifício Itália, una delle costruzioni più alte del Brasile, senza autorizzazione, venendo trattenuto dalle autorità subito dopo il riuscito tentativo.

Il 15 aprile del 2008 raggiunge il sessantesimo livello del Four Seasons Place di Hong Kong. Sarebbe stato arrestato al completamento della scalata, ma non ci sono fonti ufficiali che lo testimoniano.

La mattina del 15 giugno 2008 inizia a scalare il New York Times Building a New York, arrivando in 45 minuti all’ultimo piano, ove viene arrestato dalle squadre speciali della NYPD. Durante l’arrampicata mostra una bandiera gialla con la dicitura: ” Il riscaldamento globale uccide ogni settimana più persone dell’11 settembre”.

Libri e documentari

Esiste un documentario di 52 minuti, prodotto e diretto da Julie Cohen nel 1998 e intitolato “The Wall Crawler”.

L’autobiografia di Alain Robert è pubblicata da “Le Cherche midi” nel 2004: “L’homme araignée”; nel 2006 il libro è tradotto in Italiano da “Versante Sud” con il titolo “Spiderman” e nel 2008 in inglese da “blacksmith books” con il titolo “With Bare Hands”.

Channel 4 manda in onda, nell’aprile del 2008, un episodio della serie Cutting Edge, intitolato “The Human Spider”.

Nel 2008 è stato girato il documentario “Il vero uomo ragno” diretto da M. Soldinger

David Belle, dalla leva militare al cinema

Coofondatore del parkour, Belle passa dalla carriera militare al cinema nel corso di pochi anni si conferma un atleta tutto fare, dai mille talenti

Gli inizi


Nato in Normandia, David Belle è atleta, scalatore e appassionato di arti marziali. Suo padre e suo nonno gli hanno trasmesso grandissima passione per lo sport; entrambi erano soccorritori professionisti per i pompieri in Francia. David è dotato di un’agilità perfetta; le sue doti fisiche sono straordinarie, perfezionate grazie al kung-fu, di cui è cintura nera. All’età di 15 anni, David ha lasciato la scuola e si è trasferito a Parigi per frequentare un corso di primo soccorso e di ginnastica. Ha conosciuto, in questa occasione, tanti altri giovani con cui ha condiviso grande passione ambizione creativa per lo sport. David ha poi coordinato un piccolo gruppo, conosciuto come Yamakasi e ha co-fondato Parkour*, o arte del movimento, disciplina in cui ogni traceur concepisce l’architettura urbana come ostacolo da padroneggiare e superare. Il Parkour*, nome ispirato da suo padre, è considerata una forma di street art, che include salti, arrampicate e corse.

La nascita del parkour

Nel 1993, David è entrato in un gruppo di pompieri parigini, ma è stato costretto ad uscirne dopo un piccolo incidente fisico. Successivamente, è entrato nella fanteria marina di Vannes per il servizio militare. Campione di arrampicata con la corda, come già suo padre prima di lui, e campione di superamento ostacoli, David ha ricevuto un diploma d’onore nel reggimento. Ben presto, però, ha capito di provare un’enorme, irrefrenabile bisogno di libertà e avventura e ha realizzato che questa filosofia personale non poteva essere compatibile con la vita militare. Dopo aver terminato il servizio militare, David ha organizzato una campagna di sensibilizzazione per promuovere il Parkour attraverso materiale video da diffondere sui principali media. Nel 1997, sedotto dalle sue incredibili performance, il gruppo Stade 2 gli ha dedicato un documentario. Questa esperienza gli ha permesso di conoscere anche l’attore Hubert Koundè (La Haine). Hubert ha guidato i primi passi di David nel campo dello spettacolo, portandolo ad entrare nella famosa scuola di recitazione Pygmalion. Dopo tanti ruoli in video musicali, cortometraggi, serie TV e spot commerciali di respiro internazionale, Luc Besson ha contattato David per il film Yamasaki ,i nuovi samurai (2001). David non ha potuto, però, prendervi parte a causa di alcuni problemi con il gruppo di cui faceva parte, ma il nuovo contatto stabilito con Luc Besson si è rivelato poi molto importante.
David Belle skills 



Il cinema

Durante Brick Mansions , Belle recita al fianco del compianto attore Paul Walker

Il primo ingresso di David al cinema si deve al film Engrenage di Franck Nicotra (2001), seguito da Femme Fatale di Brian De Palma, Intervento Divino di Elia Sulleiman (2002) e Fiumi di porpora di Oliver Dahan (2004), dove ha incontrato l’attore Cyril Raffaelli, al suo fianco nell’esplosivo Banlieve 13 (2004) di Pier Morel, prodotto da … Luc Besson. Il successo del film e il ruolo interpretato da David l’hanno consacrato al pubblico francese e internazionale. A seguire un ruolo secondario nel film Le Transporteur 2 di Louis Leterrier (2005), e la partecipazione al thriller futuristico Babylon A.D. (2007), nel quale si esibiva già in coreografie Parkour. Le sue abilità tecniche gli sono valse oltre 50 milioni di click su Youtube. È stato contattato quindi da Sam Raimi per vestire i panni di Spiderman per le scene di combattimento nel terzo sequel della serie. Non è stato però in grado di accettare la parte a causa di alcuni problemi con il ruolo che stava interpretando, intanto, in Banlieue 13 Ultimatum (2009). In quello stesso periodo, l’ha contattato anche il produttore Jerry Bruchkeimer . David è stato ingaggiato, così, per insegnare Parkour a jake gyllenhaa sul set di Prince of Persia di Mike Newell (2010). L’anno successivo, David ha recitato in Colombiana di Olivirer Mégaton (2011) accanto a zoe saldana, in Cose Nostre-Malavita, di Luc Besson. Nel 2014 interpreta Lino Dupree nel film Brick Mansions.

TOIVONEN – CRESTO, APPUNTAMENTO COL DESTINO

Poco prima del Tour de Corse ebbe luogo in Sardegna il rally della Costa Smeralda, che si correva su terra. Anche in quell’occasione Toivonen e Cresto con la loro Delta S4 sbaragliarono tutti gli avversari, ribadendo le eccellenti qualità della vettura e del pilota anche sullo sterrato. Nessuno poteva immaginare che quel trionfo sarebbe stato l’ultimo della loro vita.

Sebbene fosse ancora febbricitante per i postumi di un’influenza, Toivonen seppe esprimersi al meglio nei primi giorni del Tour de Corse. Il “doc” del Team Lancia, Benigno Bartoletti, lo aveva curato al meglio. Diavolo di un Bartoletti: sua l’idea di far bere ai piloti succo di mirtilli, che fa bene alla vista, come confermava uno studio della RAF su un squadrone di piloti inglesi della seconda guerra mondiale: abbattevano più aerei nazisti di qualunque altro squadrone, perché mangiavano i mirtilli posti nei pressi della loro base.

Al terzo giorno di rally Toivonen aveva un vantaggio di tre minuti e passa sulla Peugeot di Saby: il rally delle diecimila curve era ormai suo. Quella del Colle d’Ominanda era la dodicesima prova speciale delle diciassette in programma. “La prima parte di quella prova speciale – ricorda Miki Biasion – era in salita, poi si scollinava e iniziava una discesa lungo la costa della montagna”. Lui e Tiziano Siviero era i primi a partire dopo Toivonen e Cresto in quella prova speciale.

La Delta S4 uscì di strada in modo repentino, finì tra gli alberi cappottandosi giù per la collina, sbattè col tetto e in pochi secondi prese fuoco. Per l’equipaggio intrappolato nell’auto non ci fu scampo. “Vidi del fumo poi le fiamme – ricorda Biasion – ci fermammo subito e il mio copilota Tiziano Siviero tentò di spegnere le fiamme con l’estintore di bordo ma era una cosa ridicola. Non c’era nulla da fare. Ricordo addirittura che spostai la mia Delta S4 per paura che le fiamme raggiungessero anche la sua carrozzeria!”.

Il magnesio a contatto con la benzina fuoruscita dal serbatoio rotto nell’urto aveva preso fuoco immediatamente originando un rogo spaventoso. I pompieri arrivarono da Ponte Leccia quando la tragedia si era ormai consumata nel senso più letterale del termine: della Delta S4 non era rimasto che uno scheletro fumante, con i poveri corpi dei due piloti ormai carbonizzati.

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Le condizioni dell’auto – o meglio di ciò che ne restava – non consentirono mai di capire le vere cause dell’incidente. Si ipotizzò un blocco dell’acceleratore, con le tracce di gomme sull’asfalto che lasciavano supporre una disperata ultima frenata di Toivonen. Ma mancherà sempre la controprova. Non si saprà mai la verità.

Lucido come pochi, poco prima che iniziasse il Tour de Corse, Sergio Cresto aveva infilato nella sua valigetta 24 ore che aveva lasciato nella camera d’albergo il suo testamento. Sapeva quanto fosse pericoloso correre in Corsica con la Delta S4. E dello stesso avviso era Toivonen, che dopo le ricognizioni prima del rally aveva detto agli amici: “Qui non voglio correre mai più. Questa è l’ultima volta, è troppo pericoloso”. Aveva dannatamente ragione, ma quando lo disse nessuno poteva immaginare quanto fosse vicino alla verità.

I pericoli degli sport estremi

Gli sport estremi, nella loro accezione richiamano quegli sport che mettono a rischio la nostra sicurezza. Gli sport estremi spingono l’individuo nella continua ricerca di superare i propri limiti, sottovalutando i rischi ed affidandosi semplicemente all’istinto, senza considerare le conseguenze. La diffusione degli sport estremi è diventato un trend degli ultimi anni, e si sono susseguiti numerosi incidenti.

Per praticare uno sport estremo, non bisogna assolutamente essere dominati dalla paura, per non incorrere in movimenti affrettati e pericolosi. Alle persone insicure o che si spaventano abitualmente non si consiglia di intraprendere degli sport pericolosi, per non ritrovarsi in situazioni imprevedibili e sconosciute.

Negli sport estremi, vista la pericolosità delle azioni praticate, non sono rari gli incidenti; è assolutamente normale per chi pratica attività pericolose sottovalutare i rischi ed in incorrere in incidenti frequenti. L’alta frequenza di incidenti in questi sport è una delle ragioni per optare per sport più sicuri e meno avventurosi.

Se si praticano sport come il lanciarsi da scogliere o da elicotteri, il rischio di fratture lievi o gravi è molto probabile. Le continue fratture degli arti possono causare dei danni gravi e permanenti, che possono invalidare la vita di un individuo.

Spesso questi sport vengono praticati senza sottostare a dei severi controlli di sicurezza, come la verifica della location o dell’equipaggiamento. In alcuni casi gli sport estremi si praticano in luoghi dove non è possibile garantire nemmeno un livello minimo di sicurezza (oceano, ghiacciai); o con equipaggiamenti improvvisati e non sottoposti a controlli.

I luoghi dove si praticano sport estremi, solitamente sono impervi e solitari, quindi non è possibile garantire delle condizioni basilari di sicurezza. Le condizioni fisiche di un soggetto spesso non vengono sottoposte a controlli ed è frequente che durante la pratica possono accadere incidenti.

Se si pratica uno sport estremo, non si può iniziare senza un minimo di esperienza nel campo. L’adrenalina che spinge questi atleti nel praticare sport estremi, spesso non corrisponde ad un elevato livello di esperienza, che garantirebbe una sessione sportiva “quasi” sicura.

Per praticare gli sport estremi, è necessario dotarsi di un equipaggiamento specifico, resistente a condizioni climatiche avverse e ad elevate sollecitazioni. Purtroppo, queste dotazioni non vengono periodicamente controllate, o può capitare che un piccolo malfunzionamento causi incidenti molto gravi.

Negli sport estremi, uno degli elementi da considerare è il clima; una variazione climatica durante una discesa tra le rapide o un aumento del vento mentre si sta per aprire il paracadute possono essere degli eventi imprevisti che determinano la non riuscita dell’attività sportiva, ed in alcuni casi conseguenze fisiche molto negative.



Negli anni gli incidenti mortali di soggetti che praticavano sport estremi sono aumentati; queste morti spesso sono causate dall’imprudenza dello sportivo, ma può anche capitare che si incorra in situazioni impreviste come il malfunzionamento dell’equipaggiamento o a causa di avverse condizioni climatiche.

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