Salti, giravolte e rotazioni. Tony Hawk è considerato all’unanimità uno dei più importanti skater di tutti i tempi. Di sicuro il più influente dato che, grazie alla fortunata serie di videogame, ha portato il suo sport nelle case di milioni di ragazzi. Un’icona, che travalica i confini sportivi, un po’ come Cristiano Ronaldo nel calcio: «Se sento la responsabilità di questo ruolo? No, sento solo la pressione di essere un modello per i miei figli», ci ha raccontato alle Bahamas, dove ha preso parte alla PokerStars Caribbean Adventure. «Sono appassionato di poker, ha alcuni elementi in comune con lo skate».

Tipo?
«Sono entrambe attività stimolanti, con una componente di rischio. E la soddisfazione è super: non importa quanto sei bravo in queste due discipline, potrai sempre migliorare le tue abilità».

Nella sua vita è andato spesso all-in?
«Sicuramente quando ho creato il tour Boom Boom Huckjam, una produzione da un milione di dollari con skate, moto da cross, bmx e musica nelle arene americane. Il successo era un’incognita, ma serviva qualcuno che firmasse l’assegno per costruire le rampe. E quel qualcuno ero io».

E un episodio in cui rimpiange di avere foldato?
«Mi pento di non aver investito in alcune start-up tecnologiche, come Uber e Twitter, quando mi si è presentata l’opportunità, dieci anni fa».

Di sicuro ha rischiato più sullo skate che ad un tavolo verde.
«Ricordo una situazione davvero pericolosa, a Los Angeles, quando ho saltato tra due edifici di dodici piani in uno show di MTV. Non c’era spazio per errori».

Ricorda anche un infortunio particolare che lo ha messo ko?
«Mi sono fratturato il bacino nel 2003, era difficile immaginare che sarei tornato su una tavola. Invece ci sono riuscito»

Lei è riuscito anche a influenzare la moda attraverso il suo sport: veda ad esempio il movimento hipster, che spesso si identifica con gli skate. Che ne pensa?
«Per la comunità degli skater questa non è altro che una conferma. Abbiamo sempre avuto uno stile ben preciso, particolare, progressista e fuori dagli schemi. È una contaminazione naturale, senza troppe acrobazie».

Tony, quelle, le fa solo sullo skate.

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